Teatro Oltre
Questo il nome scelto dal gruppo di 20 detenuti che ha partecipato, con entusiasmo e impegno continuativo, al laboratorio da noi condotto, da inizio 2023.
Gli spettacoli allestiti sono: “Arte contro i pregiudizi” e “Non sia un giorno come tanti” testi collettivi e “Il picnic di tre disperati” e “Un letto a tre piazze” di M.C.
Le rappresentazioni, aperte alla cittadinanza, ai compagni di pena, ai familiari e agli studenti delle classi quinte dell’Istituto Penna, hanno coinvolto, solo nell’ultimo anno, 500 spettatori.
Al di là del muro: la rassegna teatrale
L’idea nasce proprio da un desiderio
espresso dai reclusi: quello cioè di assistere ad una rappresentazione di Agar Teatro.
Abbiamo quindi pensato di estendere l’invito anche ad altre compagnie, i cui lavori, oltre ai nostri, hanno costituito occasioni di promozione culturalee di incontro tra attori, tecnici
e carcerati. Sono state così ospitate quattro Compagnie
tra cui Tedacà, il cui spettacolo era inserito nel cartellone del Teatro Alfieri, in accordo con Piemonte dal Vivo.
A fine spettacoli sono seguiti incontri con i detenuti e gli operatori penitenziari per approfondire alcune tematiche relative alla realtà carceraria.
Così ne parlano gli spettatori..
Commento dei professori dell’istituto “G. Penna”
Uno spettacolo tecnicamente perfetto, senza incertezze né tempi morti, con la maestria di attori che sanno essere professionali al punto da fare rimanere a bocca aperta e stupirsi, non come nelle recite oratoriali dei bambini, quando si applaude per compiacenza. Qui si applaude spontaneamente per apprezzamento di ogni battuta, di ogni gesto, di ogni momento in cui si viene catturati dalla profondità di quello che avviene davanti ai nostri occhi. Redenzione riscatto identificazione, per infine volgere l’attenzione verso la consapevolezza che dentro o fuori, portatori di colpa o innocenza, vittime o peccatori, siamo creature sotto il cielo, una volta stellata che lo spettacolo ci fa apprezzare. Lo spettacolo è stato un atto di redenzione e umanità, un luogo in cui le mura si dissolvono per rivelare l’essenza dell’animo umano. È sorprendente come, attraverso la recitazione, questi uomini siano riusciti a trasformare il peso delle loro storie in arte che vibra di verità. Quando temi profondi si intrecciano alle loro interpretazioni intense, il pubblico viene toccato nel profondo, trovandosi di fronte a un’umanità spogliata da pregiudizi. È un teatro che non solo racconta, ma risveglia, offrendo uno sguardo privilegiato sulla vulnerabilità, sulla forza e sulla possibilità di rinascita. Al termine si resta con il cuore colmo di gratitudine.
Commento di Barbara e Giuseppe
Io e mio marito non ci saremmo mai aspettati di assistere ad una rappresentazione così bella, così interessante e divertente. Era palese con quanto impegno gli attori (di ogni età e di diversa provenienza) avessero il piacere di divertire e nel contempo divertirsi. Avete raggiunto l’obbiettivo. Non smettere mai di crederci perché siete stai bravissimi!!!
Commento di Paola
“To be or not to be that is the question”. Così inizia lo spettacolo e così anche inizia la nostra vita, un continuo essere o non essere. Ogni nostra scelta ci porta ad un bivio, ad una conseguenza. “Sono nato in un quartiere difficile, ho visto solo il male nella mia esistenza, l’hanno fatto prima a me, perché dovrei cercare altro, perché cercare altrove?” Scelgo: sparo. La mia vita finisce così, forse per sempre, dietro alle sbarre. C’è una speranza, un riscatto? Sì, il teatro, un palco, che tutto può, anche ridare la vita. Grazie ragazzi.
Commento di Loretta
Sono stata a vedere il vostro spettacolo teatrale e dovessi riassumerlo con una parola sola direi: Emozione. Avete detto che vi hanno insegnato a prendere le emozioni e metterle al servizio dell’arte della recitazione, ci siete riusciti benissimo: avete fatto ridere e piangere, piangere e ridere. Le vostre emozioni ci sono arrivate tutte: la rabbia, la rassegnazione, la delusione, la sofferenza, la solitudine, la malinconia ma ci è arrivata anche l’amicizia, la collaborazione, la soddisfazione, la speranza, l’aiuto reciproco e l’amore. Prendere le emozioni e metterle al servizio dell’arte della recitazione non è cosa da tutti, serve coraggio, forza e impegno e per questo vi dico semplicemente Grazie per quello che ci avete regalato. Al prossimo spettacolo.
..e gli attori
Commento di A.V.R.
Mi rendo conto che sono arrivato a un momento in cui ho bisogno di cose belle nella vita. Gli spettacoli di teatro che abbiamo fatto sono una di queste. Sono rimasto contento di vedere persone sconosciute che abbiamo fatto emozionare, soprattutto in un contesto come il carcere. Mi ha riempito di gioia il cuore, vedere che la sala del teatro era piena, vuol dire che le persone libere vogliono conoscere una realtà molte volte sconosciuta e magari, così, si possono abbattere muri come il pregiudizio. Questo percorso teatrale sento che ci migliora come persone. Abbiamo sbagliato, ma di questi errori possiamo fare tesoro per noi stessi, per i nostri familiari e per riprendere le redini della nostra vita. Voglio ringraziare di cuore tutti quanti sono stati presenti, i miei compagni, Silvana e Mario, due persone eccezionali e il maestro Pellegrino Delfino perché, grazie a tutti voi, siamo usciti dalla nostra condizione e siamo andati “oltre”.
Commento di T.F.
Mi trovo a leggere i commenti delle persone che sono venute a vedere il teatro di noi detenuti il 23 novembre. Che dirvi, è la prima volta. In tanti anni e in tanti istituti di pena, nessuno che ha fatto un commento negativo nei nostri riguardi. Trovo scritto di persone che hanno pianto, che ridevano e in realtà tutto questo mi ha tanto commosso e non ci sono parole per un commento per tanti ringraziamenti, ma solo forte emozione. Nel vedere che non tutti sono contro di noi. Forse è l’arte del teatro, vedere persone come noi recitare. Tutto questo mi sembra un sogno. Un giorno di gloria per noi detenuti.
Commento di A.B.
Dopo aver letto i vostri commenti, mi è tornata l’emozione. La vostra presenza nell’aria, ogni vostro applauso, ogni vostro sorriso, rimarrà la casa più bella e importante che ho vissuto in questi ultimi anni. Quando ero in scena sbirciavo dietro le quinte per guardarvi: ho davanti ai miei occhi ogni vostro sguardo sincero. Sapere che sono stato capace di regalare un sorriso e di smuovere i vostri sentimenti mi rende felice e consapevole che nella vita ci sono tante cose belle, come lo siete stati voi. Mi avete riempito il cuore di gioia, quando ai saluti ci guardavate con simpatia e amicizia. Guardandovi mentre andavate via, mi avete trasmesso emozioni che non provavo da tanto tempo. Rimarranno nei miei racconti di vita. Racconterò orgogliosamente ai miei figli di ciò che mi avete trasmesso, di come siete stati buoni e sinceri con noi; racconterò che ho recitato nel carcere, ma davanti al pubblico più bello del mondo. Grazie per la vostra presenza.
Commento di V.R. e F.S.
Le emozioni provate sono quasi indescrivibili, mi hanno fatto dimenticare le mura che mi circondano. Quando ho visto quanti spettatori erano venuti ad assistere allo spettacolo, il panico e la paura di non essere all’altezza si sono trasformati in energie positive, dandomi la consapevolezza di poter fare qualcosa di importante per me e per i miei compagni. Il teatro è davvero in grado di fare “miracoli”. Così abbiamo preso le nostre emozioni e le abbiamo messe al servizio dell’arte della recitazione!






